26/07/2516
Mio fratello Jake non abita con i miei
già da un po', ma si è fatto trovare lì lo stesso giorno in cui
sono rientrata ufficialmente su Xinhion. C'è appena un anno e mezzo
di differenza tra di noi quindi è naturale che abbiamo fatto
praticamente tutto insieme da quando sono nata. Eravamo i piccoli di
casa, io l'unica femmina, lui il più mite tra i maschietti, e in un
certo senso ci siamo sempre spalleggiati per questo.
Non vuol dire però che non sappia essere fastidioso come ogni Chung quando si mette d'impegno.
« Cos'è successo? Il tuo ragazzo dai capelli rossi ti ha lasciata? »
« Di che diamine stai parlando? »
Siamo seduti in terrazza, sul dondolo, mentre facciamo questa conversazione. Io rannicchiata sul sedile con le ginocchia contro il petto, lui scomposto accanto a me che ci fa dondolare usando quella sorta di scialuppe che ha al posto dei piedi.
Mi mostra con orgoglio una foto sul suo c-pad che ritrae me e Eddie, ovviamente rubata dal mio senza nemmeno togliermelo dal polso. Al maledetto non serve, gli basta una postazione deck per riuscire ad intrufolarsi in qualsiasi sistema. Figurarsi quindi uno stupido c-pad. Al grido di "l'hai fatto di nuovo!" gli arriva un pugno nello stomaco che gli contorce la faccia e gli frena la lingua per un paio di minuti.
« Allora, me lo dici da sola chi è? »
« Non sono cazzi tuoi, spilungone. »
« So già chi è, era cadetto all'Aaron Lee quando tu eri all'ultimo anno ed è quello per cui mi hai chiesto di recuperare in rete quella puntata del The Eye. »
Stupida memoria fotografica degli stupidi secchioni.
« Allora non ho capito la domanda. »
« Hai capito benissimo la domanda, non hai foto di altri ragazzi sul c-pad. Perché di questo sì? È colpa sua se te ne sei andata da Capital City? »
« Me ne sono andata perché era un posto troppo pericoloso, l'hai letto anche tu tutto quello che è successo in questi mesi no? »
Mi mette un braccio intorno alle spalle, mi avvicina a lui e mi dà un bacio in fronte. Sì, lo sapeva quello che succedeva a Capital City. Sapeva anche che in un semplice turno di guardia al General Hospital sono finita con quattro costole rotte e un polmone spappolato. Per quanto non mi abbia mai impedito di far nulla, Jake ha sempre cercato di proteggermi a modo suo. È per questo che finché c'era lui al collegio mi seguiva sempre, che mi veniva a trovare più di quanto fosse concesso anche dopo essersi diplomato, che si è fatto ben due guerre pur di non lasciarmi sola, e in un certo senso è anche uno dei motivi per cui continua a smanettare il mio c-pad ogni diavolo di volta che ne ha l'occasione - anche se il principale motivo è che un gran impiccione. Quel bacio è il suo muto ringraziamento per essermi tirata da sola fuori da quel casino di città, dato che stavolta non aveva potuto far nulla.
« Cosa pensi di fare adesso? »
« Non lo so, vorrei solo dormire. Ho lavorato un sacco in questi ultimi mesi. »
« Prima o poi uscirai dal letargo. »
« Una mia amica è Head dello skyplex di Hall Point, mi ha detto diverse volte che le farebbe piacerebbe se andassi a lavorare per lei. »
Jake smette di farci dondolare mentre riflette su quell'ultima frase. Toglie persino il braccio dalle mie spalle, credo stia iniziando a pentirsi di essersi rallegrato per le mie dimissioni alla Blue Sun.
« Non dureresti due giorni rinchiusa in una lattina. »
« Lo so. »
« Prima di esaurire, ti andrebbe di presentarmi la tua amica? Quella nella foto piena di cuori? »
Non ho idea di cosa stia parlando e ce l'ho scritto a chiare lettere in faccia, per questo con il mento mi indica il mio c-pad mentre lui se la ride in maniera preoccupante. Appena apro la cartella delle foto capisco il perché: nell'ultima foto di me e Kiki io sono stata sostituita da una cascata di cuori, aggiunti in maniera nemmeno troppo professionale, che terminano in una sorta di cornice intorno al viso sorridente della dottoressa.
« Testa di cazzo, ero venuta bene in quella foto! »
« Te l'ho conservata e persino stampata, non ti agitare chihuahua. Quando vuoi facciamo una bella uscita tra coppie: io e lei e tu e il tuo rosso. »
Dubito che stasera Jake mangerà qualcosa. È abbastanza difficile farlo quando sei rimasto improvvisamente e inspiegabilmente senza denti.
Non vuol dire però che non sappia essere fastidioso come ogni Chung quando si mette d'impegno.
« Cos'è successo? Il tuo ragazzo dai capelli rossi ti ha lasciata? »
« Di che diamine stai parlando? »
Siamo seduti in terrazza, sul dondolo, mentre facciamo questa conversazione. Io rannicchiata sul sedile con le ginocchia contro il petto, lui scomposto accanto a me che ci fa dondolare usando quella sorta di scialuppe che ha al posto dei piedi.
Mi mostra con orgoglio una foto sul suo c-pad che ritrae me e Eddie, ovviamente rubata dal mio senza nemmeno togliermelo dal polso. Al maledetto non serve, gli basta una postazione deck per riuscire ad intrufolarsi in qualsiasi sistema. Figurarsi quindi uno stupido c-pad. Al grido di "l'hai fatto di nuovo!" gli arriva un pugno nello stomaco che gli contorce la faccia e gli frena la lingua per un paio di minuti.
« Allora, me lo dici da sola chi è? »
« Non sono cazzi tuoi, spilungone. »
« So già chi è, era cadetto all'Aaron Lee quando tu eri all'ultimo anno ed è quello per cui mi hai chiesto di recuperare in rete quella puntata del The Eye. »
Stupida memoria fotografica degli stupidi secchioni.
« Allora non ho capito la domanda. »
« Hai capito benissimo la domanda, non hai foto di altri ragazzi sul c-pad. Perché di questo sì? È colpa sua se te ne sei andata da Capital City? »
« Me ne sono andata perché era un posto troppo pericoloso, l'hai letto anche tu tutto quello che è successo in questi mesi no? »
Mi mette un braccio intorno alle spalle, mi avvicina a lui e mi dà un bacio in fronte. Sì, lo sapeva quello che succedeva a Capital City. Sapeva anche che in un semplice turno di guardia al General Hospital sono finita con quattro costole rotte e un polmone spappolato. Per quanto non mi abbia mai impedito di far nulla, Jake ha sempre cercato di proteggermi a modo suo. È per questo che finché c'era lui al collegio mi seguiva sempre, che mi veniva a trovare più di quanto fosse concesso anche dopo essersi diplomato, che si è fatto ben due guerre pur di non lasciarmi sola, e in un certo senso è anche uno dei motivi per cui continua a smanettare il mio c-pad ogni diavolo di volta che ne ha l'occasione - anche se il principale motivo è che un gran impiccione. Quel bacio è il suo muto ringraziamento per essermi tirata da sola fuori da quel casino di città, dato che stavolta non aveva potuto far nulla.
« Cosa pensi di fare adesso? »
« Non lo so, vorrei solo dormire. Ho lavorato un sacco in questi ultimi mesi. »
« Prima o poi uscirai dal letargo. »
« Una mia amica è Head dello skyplex di Hall Point, mi ha detto diverse volte che le farebbe piacerebbe se andassi a lavorare per lei. »
Jake smette di farci dondolare mentre riflette su quell'ultima frase. Toglie persino il braccio dalle mie spalle, credo stia iniziando a pentirsi di essersi rallegrato per le mie dimissioni alla Blue Sun.
« Non dureresti due giorni rinchiusa in una lattina. »
« Lo so. »
« Prima di esaurire, ti andrebbe di presentarmi la tua amica? Quella nella foto piena di cuori? »
Non ho idea di cosa stia parlando e ce l'ho scritto a chiare lettere in faccia, per questo con il mento mi indica il mio c-pad mentre lui se la ride in maniera preoccupante. Appena apro la cartella delle foto capisco il perché: nell'ultima foto di me e Kiki io sono stata sostituita da una cascata di cuori, aggiunti in maniera nemmeno troppo professionale, che terminano in una sorta di cornice intorno al viso sorridente della dottoressa.
« Testa di cazzo, ero venuta bene in quella foto! »
« Te l'ho conservata e persino stampata, non ti agitare chihuahua. Quando vuoi facciamo una bella uscita tra coppie: io e lei e tu e il tuo rosso. »
Dubito che stasera Jake mangerà qualcosa. È abbastanza difficile farlo quando sei rimasto improvvisamente e inspiegabilmente senza denti.

